martedì 5 aprile 2011

Melbourne 05.04.2011 06.30 a.m.

E via, la prima settimana è volata come niente.
È per il fatto che ci sentiamo come a casa, sì ma una casa che non esiste: ci si sveglia con calma, qualcuno passeggia per le vie della città, qualcun altro se ne va in piscina, qualcuno va a fare jogging.
Caffettino. Espresso, qui si va tranquilli, lo sanno fare tutti. Poi si ciondola ancora un po', fino al pranzo, poi a lavorare. Quaranta minuti di puro delirio, soprattutto il venerdì, il sabato e la domenica che si suona sul palco centrale (per venti minuti, per essere precisi). E poi la meritata birretta in piazza, nel dehor, al sole.
Due passi, casa, doccetta. Cena. Birrone (chi più, chi meno).
E via così, per sempre. Seeeeh...


La settimana lavorativa è stata più che soddisfacente, i Brassvolé hanno avuto successo.
La gente qui apprezza britannicamente, fa tutto quel che chiedi, applaude, balla e partecipa, ma con uno stile tutto suo. Soprattutto ride per cose che non hanno mai fatto ridere il pubblico italiano ed europeo, ad esempio quando Scavini (che d'ora in avanti chiameremo Alan) fa l'aeroplano col trombone. Il pezzo forte qui è paperella-rotolone nella versione tradotta e interpretata da Mariano: little duck-big roll. E giù, tutta la piazza che balla felice, fa impressione. Oggi per premio abbiamo lanciato giandujotti.
Poi abbiamo anche microfonato Brasso. Sentire le note del suo sax riecheggiare in tutta Federation Square è commovente.
Il cazzeggio è andato altrettanto bene.
Melbourne è bella, piena di luce, accogliente, dalle vie del centro affollatissime ai parchi pubblici che sembrano il giardino dell'eden. A proposito, per i più impazienti: Mariano compilerà il suo quadernetto naturalistico a tempo debito. Per ora registra versi di animali, fotografa, raccoglie campioni di feci e rincorre in modo molesto.
I Brassvolé non hanno però ancora colto lo spirito della movida notturna di Melbourne. Alle undici tutti i locali carini chiudono, tuttavia orde di giovanotti vestiti in modo indecente (sulla moda locale presto sul blog un frizzante contributo di Sebastiano, d'ora in avanti Jordan) continuano a muoversi ovunque. Si teme che la serata prosegua nei club dove si balla. E chi c'ha voglia?? Code per entrare, prego documenti, eh no, fuori con la birra non puoi andare... mmmhhh...


Il rifugio del Brassvolé all'ora di pranzo è alle volte il caffè Pellegrini, nell'isolato di fianco. Se si ha voglia di sentirsi come in un film con Al Pacino e De Niro questo è il posto ideale.
Il proprietario, Sesto, è di Ascoli Piceno. Non si ricorda tanto bene l'italiano e fa un casino ridere. Se ci siamo noi (o altri italiani) tutto si ferma: lui, Biagio (suo figlio) e Nicola (che anche lui suona la fisarmonica e il sax, è diplomato, ma non vuole suonare, lui preferisce lavorare lì) iniziano a parlare e basta, ignorando i clienti anglofoni che hanno fretta di pagare e uscire.


L'altro giorno (dopo una razione da maiali io di cannelloni e Alan di ravioli ricotta e spinaci) senza chiedere nulla è arrivato il bicchierone della granita speciale della casa. Cos'è? Cucumbero e laimone. Buona! Non so se riesco a finirla...Poi il gelato...Ghhhhffff... E il caffè. Ne siamo usciti piegati. E ci ha fatto pure lo sconto.
Adesso è quasi ora di cena, i Brassvolé cucineranno una pasta panna piselli e pancetta (per chi può), una frittatina e delle verdure bollite (e forse saltate in padella che sennò a Jordan gli fanno schifo...). Poi birrone con quelli del festival.
A presto con le avventure di Mirtillo e l'uccello-sveglia delle zone umide. Con i ragni dei cunicoli e le meduse a scatola. E altre amenità.
Gianna

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